|
|
|||||||||||||||
|
|||||||||||||||
Ritorno alle origini:
|
|||||||||||||||
![]() |
|
| Un vigneto maltese in riva al Mare Mediterraneo. La popolosa isola non ha molto terreno coltivabile e i vigneti tendono ad essere piuttosto piccoli. Fotografia di Burke Owens, per il San Francisco Chronicle |
|
Malta
Malta si trova nel centro del Mare Mediterraneo, a est della Tunisia e a sud della Sicilia. L'isola è grande all'incirca il doppio di San Francisco e, nonostante non sia altrettanto popolata, non c'è tuttavia spazio a sufficienza per accomodare terreni coltivabili ed i 400.000 residenti.
Malta ha una storia complessa documentata da 6.000 anni e dal 1964 è una repubblica indipendente incorporata nel Commonwealth Britannico.
I segni delle culture del passato sono abbondanti e amalgamati a costruzioni più recenti. Sotto una piazza moderna, contornata da strade affollate di città, per esempio, si trova un misterioso tempio di pietra costruito circa 5.500 anni fa. I maestosi bastioni costruiti dai Cavalieri di Malta nel 1600 D.C. proteggono la città di M'dina, che a sua volta sovrasta il complesso sportivo de moderno Stadio Nazionale.
Nella piatta, arida e ventosa isola i minuscoli vigneti vengono coltivati un po' ovunque c'è uno spiazzo di terreno disponibile. La maggior parte dell'uva prodotta viene venduta come uva da tavola ed il resto viene conferito a cooperative dove, le piccole quantità locali vengono tagliate con uve importate in abbondanza dall'Italia e, in minore quantità, dal nord Africa. Meridiana è l'unica cantina maltese che produce vino fatto esclusivamente con uve coltivate sull'isola .
I 47 acri (circa 19 ettari) di terreno della Meridiana si trovano nelle vicinanze dello Stadio Nazionale, nella zona dell'isola nota come Ta Qali. Mark Miceli- Farrugia e Roger Aquilina, i due soci maltesi proprietari della cantina, coltivano uva e producono vino dal 1966 grazie ad un piccolo aiuto economico della famiglia Antinori. I vini prodotti sono buone versioni di Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay.
"Il nostro problema maggiore deriva dal fatto che il governo consente la produzione di vino fatto con uve importate. Noi pensiamo che questo sia sbagliato, secondo noi è disonesto e dovrebbe essere illegale. Come si può chiamare vino maltese se viene prodotto con uva italiana"? Dice Miceli-Farrugia.
Gli scontri col ministro dell'agricoltura maltese sembrano non avere mai fine per la Meridiana, ma non sono certo il solo ostacolo che questa cantina deve superare.
"Malta non ha ne' laghi ne' fiumi, ha pochissima acqua nel sottosuolo e le precipitazioni atmosferiche sono scarse", dice Aquilina. "La nostra unica riserva è quel poco che c'è nel sottosuolo. Da li quindi pompiamo un minimo d'acqua nel nostro sistema d'irrigazione a goccia per far sopravvivere la vite. Inoltre, il terreno del vigneto varia in composizione, con le zone argillose che assorbono l'acqua con un effetto spugnoso, mentre le zone sabbiose la lasciano filtrare quasi senza traccia. Il vigneto richiede uno sforzo enorme. Tuttavia, quando l'uva che otteniamo è straordinaria e produciamo vini di classe mondiale ma con un carattere maltese, allora so che stiamo avendo successo".
La maggior parte delle 180.000 bottiglie prodotte vengono bevute localmente, ma una piccola quantità viene esportata in Inghilterra ed in Belgio. I vini della Meridiana sono ben fatti, con l'unico difetto, se così si può definire, di essere estremamente 'puliti'. A volte pare non possiedano il carattere e la passione maltese dimostrata dallo stesso Miceli-Farrugia.
Egitto
Gli antichi egiziani amavano il vino e praticavano una viticoltura aggressiva nella zona del Delta del Nilo dove, ancora oggi, si coltiva la vite.
Arriviamo a Luxor in un piccolo aeroporto sovraffollato. Passiamo villaggi circondati da palme e datteri, campi di canna da zucchero e bestiame al pascolo. Tutto si trova in prossimità del Nilo, dato che senza la sua acqua questa regione desertica sarebbe priva di vita.
L'autobus sul quale viaggiamo attraversa scene che sembrano estratte da un libro di storia – persone che montano muli sovraccarichi di sacchi, bambini che giocano fra antiche rovine di pietra, mandrie che guazzano nell'acqua e barconi a vela che si muovono lentamente sul Nilo.
Durante la visita alle tombe nella Valle dei Nobili, Moufid Mansour, la nostra guida, ci dice che nella zona c'è una tomba con vite all'interno.
"La Tomba di Sennefer è come un vigneto" dice. Come scoprirò, questa antica tomba riserva l'esperienza enologica egiziana più piacevole.
La collina che circonda la Valle dei Nobili è moderatamente ripida e da una piccola apertura sul fianco della collina si accede ad una scala che porta in basso, verso un ingresso con cancellata. Oltre il cancello c'è un'altra scalinata stretta e oscura intagliata direttamente nella roccia. Non c'è nessun nessun cartello ad identificare il posto, ma pare concordare con le indicazioni che mi ha dato Moufid.
Comincio a scendere con titubanza. Il soffitto basso mi costringe a piegarmi mentre mi muovo lentamente verso il basso nell'oscurità. Odo voci salire dal basso che mi aiutano a controllare l'ansietà per questa mia avventura sotterranea. Finalmente, dopo quelle che mi sono sembrate ore, arrivo in fondo. Due altri 'esploratori' stanno per risalire alla superficie e rimango solo con il guardiano della Tomba.
Il soffitto e le pareti sono coperte da vite carica di grappoli d'uva dipinta a colori vivaci. Questa bellissima 'cantina' in origine conteneva giare piene di vino intese per l'aldilà ed era dedicata ad Osiride, il dio della resurrezione e del vino. Sennefer, reggente dell'antica Tebe, sperava di rivivere nell'aldilà e che la sua tomba, col tema prettamente enologico, gli avrebbe guadagnato il favore di Osiride.
Nelle due serate passate a Luxor abbiamo degustato vini egiziani a cena. A giudicare dalla nostra esperienza, le cantine egiziane di oggi hanno bisogno di aggiornarsi in pulizia e imparare come evitare l'ossidazione che, assieme a spiacevoli infezioni dei lieviti del genere Brettanomyces, è sembrata essere la caratteristica comune a tutti i vini degustati. Nonostante la storia del vino ai tempi degli antichi egizi sia affascinante, se visitate il Paese di questi tempi vi consiglio di bere birra.
![]() |
|
| Questo taglio di Pinot Nero e Cabernet Sauvignon è stato il miglior vino che abbiamo degustato in Giordania. Fotografia di Burke Owens, per il San Francisco Chronicle |
|
Giordania
Al 'Aqabah, nel golfo di Acaba, si presenta come un misto di moderna eleganza urbana e vita sociale radicata in antiche tradizioni.
In un ristorante alla moda sul litorale pranziamo con pesce appena pescato e lo annaffiamo con Massaya, un vino fatto con Sauvignon Blanc e Semillon prodotto nella Valle della Bekaa, in Libano. Di proprietà di un libanese in società con tre produttori francesi, Massaya produce eccellenti vini rossi e bianchi in uno stile pulito e delizioso. Carignane, Syrah e Cabernet, oltre a Chardonnay, Sauvignon Blanc e Semillon, sono vitigni che crescono bene nella Valle della Bekaa. I vini freschi della cantina Massaya farebbero la loro figura anche in California.
Durante la visita alla bellissima città antica di Petra degustiamo un accattivante vino rosso fatto con uve coltivate nel nord della Giordania. La cantina si chiama Saint George e i vigneti si trovano nei pressi di Madaba, una città costruita 4.000 anni orsono. Il 2002 Saint George Grands Vins de Jordan Pinot Noir/Cabernet Sauvignon è un delizioso rosso di corpo medio e con aromi speziati, anche se non ha molto del tipico carattere del Cabernet o del Pinot Nero.
Sfortunatamente il resto dei vini degustati in Giordania non è della stessa qualità del Saint George. In genere si tratta di vini piuttosto leggeri e poco piacevoli, o, per dirla con le parole di Heikki Nikkanen, il medico del nostro gruppo: "Aspetto a bere quando è disponibile qualcosa di meglio. La birra è un azzardo meno rischioso, anche se i vini qui siano molto meglio che in Egitto".
Croazia
L'industria enologica croata, seppur piccola, è di tutto rispetto e si basa su minuscoli vigneti, sparsi un po' ovunque lungo la penisola Dalmata. In totale, ci sono quasi 60.000 acri (oltre 24.000 ettari) di vigneto. Alcune vigne si trovano sulle montagne dei Balcani, ma perlopiù vengono coltivate lungo la fascia costiera dell'Adriatico. La maggior parte dell'uva viene vinificata da privati localmente e i vini si trovano solo nei paesi e cittadine dove vengono prodotti.
Nella penisola di Peljesac, nella piccola frazione di Trstenik, andiamo a visitare la cantina Grgic Vina, fondata da Mike Grgich, un croato trasferitosi a Napa Valley, in California, nel 1958. Grgich si è guadagnato fama mondiale producendo i vini del Chateau Montelena a Calistoga, finchè nel 1971 ha fondato la cantina Grgich Hills a Rutherford (sempre in Napa County).
Se a Grgich Hills, in California, i vini prodotti sono eccellenti Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Zinfandel, a Grgic Vina, in Croazia, ci si concentra piuttosto su uve autoctone quali Posip e Plavac Mali (quest'ultima uva ha lo stesso DNA dello Zinfandel californiano e del Primitivo pugliese – N.d.T.). Kresmir Vuckovic, che si occupa della vinificazione in Croazia, è convinto che le varietà autoctone siano meglio delle varietà internazionali per Grgic Vina.
"All'inizio abbiamo sperimentato con Chardonnay, ma non era una vite adatta a questa zona", dice Vuckovic. "Le uve locali hanno quel carattere regionale che vogliamo dare ai nostri vini. Molte cantine qui producono Cabernet, ma siano in pochi a produrre Plavac Mali. Questo fatto ci rende unici e sottolinea il nostro legame con le tradizioni locali".
I vini di Grgic Vina sono esotici e familiari allo stesso tempo. Il bianco Posip ha una freschezza che ricorda il Sauvignon Blanc, mentre il rosso Plavac Mali non è dissimile dallo Zinfandel. Questo non è del tutto sorprendente, dato che i due vitigni hanno lo stesso DNA.
Durante questo viaggio abbiamo appreso che le tradizioni enologiche sono ancora vive in alcune delle antiche zone che ne sono state la culla e che si possono trovare alcuni buoni vini in luoghi a volte inattesi.
Parte 1 - 2
Burke Owens è curatore associato responsabile dei vini a Copia: il Centro Americano del Vino, Gastronomia e delle Arti, in Napa. |
Chi Siamo • Ricerca Avanzata • Login
Lista un'Azienda • Contattaci • Mappa del Sito
Web Architect: Loris Scagliarini – Web site design and production: art-i-zen.com |




